Chiesa di Santa Maria a Fiume

Las orígenes de la iglesia de Santa Maria a Fiume soy muy antiguas, como atestiguan los Annales Ceccanenses, que hablan de su consagración por el Obispo de Ferentino en 1196. Su realización se debe al cardenal Giordano de Ceccano,  que la hizo construir sobre los restos de una antigua iglesia románica. Éste edificio antiguo a l'exterior de la muralla medieval, fue dañada muchas veces por ataques enemigos y por dos incendios (1113 y 1149). Antiugamente en el área sobre la orilla derecha del río Sacco, había un templo pagano dedicado a Faustina Seniore, mujer del emperador romano Antonino Pio.

La historia de la iglesia de Santa Maria a Fiume está ligada con la Abadía de Fossanova, cominciata nel 1187 e consacrata nel 1208, e si intreccia alle intense vicende di una delle famiglie aristocratiche di maggior rilievo del Lazio meridionale, i de Ceccano, benefattori ed abati di Fossanova nelle persone di Giordano (ante 1188) e Stefano (1206-1212). I lavori di ampliamento della precedente costruzione romanica cominciarono in concomitanza della nomina a cardinale di Giordano de Ceccano (1188-89) e terminarono nel 1196. Promotore della costruzione di Santa Maria a Fiume, grazie anche agli aiuti finanziari offerti da suo nipote il conte Giovanni I, Giordano impiegò le stesse maestranze che stavano costruendo l'Abbazia di Fossanova. Il nuovo edificio assunse quindi, come indice dello stretto legame tra i due centri, lo stesso stile gotico cistercense.

Tra la fine del XIII e la metà del XIV secolo il cardinale Annibaldo IV de Ceccano si occupò del restauro e dell'ampliamento della chiesa, mantenendone lo stile originario. L'intervento comportò l'aggiunta di due piccole cappelle in corrispondenza delle campate laterali, in una delle quali successivamente il fratello Tommaso manifesterà la volontà di essere seppellito.
Nei secoli successivi la statua lignea raffigurante la "Madonna su trono con Bambino", risalente molto probabilmente al XII secolo e posta in una nicchia dietro l'altare, rese il luogo meta di numerosi pellegrinaggi.
E' doveroso ricordare la presenza in passato di un notevole patrimonio di affreschi risalenti al XIII-XIV secolo, probabilmente di Simone Martini e della scuola di Giotto, in ragione dei legami d'amicizia tra i cardinali Annibaldo IV de Ceccano e suo zio Jacopo Stefaneschi con quegli artisti. Tali dipinti valsero alla chiesa nel 1891 il riconoscimento di Monumento di Interesse Nazionale. L'insieme non costituiva un ciclo, in quanto si trattava di quadri staccati l'uno dall'altro, molti dei quali realizzati a corredo di tombe o devozionali. Tra questi spiccava un Crocifisso col Sant'Antonio Abate situato a sinistra della porta maggiore. Il 26 gennaio 1944  la struttura fu protagonista di un drammatico  evento: venne completamente rasa al suolo da un bombardamento americano che distrusse anche queste splendide opere. Per una straordinaria coincidenza, la bellissima statua lignea duecentesca della Vergine, già imballata e pronta per essere trasportata a Roma, rimase intatta e venne successivamente trasferita presso la Badia dei Padri Passionisti. Questo "segno divino" diede nuovo impulso alla venerazione del luogo sacro, che venne ricostruito ex-novo utilizzando i materiali ricavati dalle macerie. La nuova struttura, edificata nello stesso luogo e seguendo il progetto originario, ripropone le forme della chiesa antecedente alla rielaborazione che il cardinale Annibaldo de Ceccano aveva fatto tra il XIII ed il XIV secolo.

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